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che fine farà il MED/45?
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L'8 aprile 2008 il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) ha approvato un DOCUMENTO DI LAVORO sulla revisione dei settori scientifico disciplinari (SSD) ... si ipotizzerebbe una drastica riduzione o la completa cancellazione dei SSD di infermiere, ostetrica e non solo...
Se ne è parlato anche in una apposita tavola rotonda, il 16 giugno a Bologna, nell’ambito della III Conferenza annuale della Federazione Infermieri IPASVI
Chiediamo al CUN e al Ministro dell’Università Maria Stella Gelmini di non penalizzare un settore relativamente giovane e che è in forte sviluppo didattico-formativo con i Dottorati di Ricerca e con un numero di studenti che nel corso degli ultimi 12 anni ha registrato un incremento del 320%, dagli 8.000 del 1997 ai 26.000 mila del 2008, che si colloca al primo posto assoluto per tasso occupazionale.
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maggio 2009 - comunicato CONSOCIAZIONE NAZIONALE delle ASSOCIAZIONI INFERMIERE/I (CNAI)Affiliate all’International Council of Nurses (ICN) eall’European Federation of Nurses Associations (EFN) www.cnai.info
NECESSITA’ DI MANTENERE UNO SPECIFICO SETTORE SCIENTIFICO DISCIPLINARE PER LE SCIENZE INFERMIERISTICHE IN UNIVERSITA’ PER INCREMENTARE LA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA AI CITTADINI ITALIANI
Gli infermieri sono entrati nell’università nel 1965, anno di istituzione delle Scuole speciali per Dirigenti dell’Assistenza infermieristica. Le scuole speciali per dirigenti e docenti infermieri, aperte anche alle ostetriche, sono le uniche ad aver formato dagli anni Sessanta al 2006, figure con un titolo accademico equiparato all’attuale laurea specialistica. Nessun’altra professione sanitaria aveva attivato scuole simili per formare la leadership professionale e promuovere lo sviluppo delleconoscenze specifiche disciplinari. (...)
Da allora sono avvenuti importanti eventi fra i quali:
- La trasformazione di queste scuole speciali che preparavano già i futuri infermieri alla docenza, dirigenza e ricerca, in Corsi di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche (corrispondenti al Livello 7 o II ciclo del Quadro europeo delle qualifiche, EQF).
- L’inserimento di tutta la formazione infermieristica di base nell’università dal 1992, con i diplomi universitari, ora lauree triennali (corrispondenti al Livello 6 o I ciclo dell’EQF).
- L’istituzione, a completamento dei cicli previsti dalle raccomandazioni europee, dei dottorati inScienze infermieristiche dal 2006 (corrispondenti al Livello 8 o III ciclo dell’EQF).
E’ stato quindi riconosciuto dal 19941un settore scientifico disciplinare specifico (SSD) ora denominato: Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, MED/45.
Attualmente la formazione infermieristica, pur con le difficoltà di un sistema nato con risorseprovenienti da accordi tra Aziende ospedaliere e Università, è ben consolidata e riesce a far frontealla richiesta avanzata dai Servizi sanitari regionali.
L’offerta formativa corrisposta è stata, adesempio, nell’anno accademico 2007/08 di 14.635 posti (per la formazione di base) a fronte di una richiesta pervenuta alle Regioni di 18.724 posti; per le lauree magistrali sono stati attivati 997 posti dei 1176 richiesti.
La situazione dei professori e ricercatori in Scienze infermieristiche non è invece altrettanto consolidata. I professori e ricercatori appartenenti al MED/45 sono attualmente solo 34 .
Purtroppo il settore risente inoltre del fatto che altri professionisti, non trovando spazionel loro ambito disciplinare medico, occupano i già limitati posti dei rari concorsi del MED/45.
Questo porta ad una situazione anomala rispetto al resto d’Europa e del mondo: il 15% del totaledegli attuali docenti del settore non appartiene alla professione infermieristica e non è in possessodelle conoscenze legate allo specifico ambito disciplinare come avviene in Paesi dove le School of Nursing e Faculty of Nursing sono attive e dotate di organico specifico e qualificato almeno da 20anni.
Gli attuali scarsi professori e ricercatori MED/45 assicurano, unitamente a un grande numerodi colleghi infermieri appartenenti ai Servizi sanitari regionali, la tutela del sistema formativoinfermieristico universitario italiano. La maggior parte del lavoro formativo e professionalizzante è quindi svolto, spesso oltre l’orario di servizio e senza alcun tipo di riconoscimento, da personale in servizio nelle diverse strutture delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali. Pur rendendoci conto che la crescita del settore disciplinare infermieristico debba avvenire conrazionalità e in base alle risorse economiche disponibili, non è possibile scordare i seguenti fatti:
- Il numero degli studenti infermieri (anche solo prendendo in considerazione il corso di base olaurea triennale) costituisce oggi la maggior fonte di finanziamento per le facoltà di medicina italiane.
- Sommando i corsi di laurea triennale delle professioni sanitarie, incluse le professioni infermieristiche, il numero degli studenti risulta di gran lunga superiore a quello degli studenti del corso di laurea in medicina e chirurgia.
Il recente dibattito attorno al DL 180 Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca per il quale da più parti si sente proporre la realizzazione di una riduzione dei SSD dal MED/45 al MED/50 ha destato grandepreoccupazione. Mentre è doverosa una razionalizzazione dei SSD e una riduzione dei corsi dilaurea con bassissimo numero di studenti e improbabili sbocchi occupazionali, ci permettiamo dichiedere una riflessione sulla storia e specificità delle Scienze infermieristiche.
Il MED/45, Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, è l’unico che rappresenta la disciplina infermieristica in ambito accademico e risulta già limitante rispetto al vasto e consolidato corpus di conoscenze accumulate in questi anni, peraltro ben identificabile nella letteratura e database dedicati.
La necessità di accorpare e ridurre settori tecnico-medici simili non può avvenirea spese dell’unico SSD che di fatto possiede un corpo di conoscenze specifico anche a livellonazionale, costruito a partire dagli anni Sessanta proprio in un ambito accademico distinto.
La situazione è particolarmente preoccupante perché dall’esame dei SSD dal MED/45 al MED/50 , più del 90% degli altri SSD risulta ricoperto da laureati in medicina.
Con il nuovo assetto legislativo in materia concorsuale universitaria il MED/45 finirebbe di fatto con lo scomparire nella sua specificità disciplinare salvo diventare l’approdo per la “sistemazione”di altri professionisti che non trovano occupazione nel proprio ambito disciplinare.
Facciamo appello alla sensibilità di tutti coloro che credono che la popolazione italiana, con un’età media sempre in aumento e conseguenti bisogni assistenziali in crescita, si meriti un’assistenza infermieristica di qualità.
La qualità della formazione attrarrebbe non solo più aspiranti infermieri,ma studenti più qualificati, migliorando l’attuale rapporto infermieri-popolazione, ben lontano dallepercentuali presenti negli altri Paesi europei.
Pertanto la CNAI:
1. Intende sostenere la necessità di proseguire nel necessario e urgente percorso di sviluppodella professione infermieristica, avviato con notevole ritardo rispetto al contesto europeo einternazionale, nel nostro Paese.
2. Offre il suo contributo per il proficuo e rapido inserimento dei percorsi formativiinfermieristici nei tre cicli previsti dall’European Qualification Framework.
3. Suggerisce di rivedere i settori scientifico disciplinari dal MED/46 al MED/50 a partiredall’effettivo corpo di conoscenze sviluppato dalle altre professioni sanitarie anche alla lucedelle esperienze e letteratura internazionali.
4. Auspica che l’insegnamento dei contenuti disciplinari infermieristici sia mantenuto inambito accademico da infermieri qualificati, al fine di garantire una qualità dell’assistenzasanitaria di elevato livello, in linea con gli standard europei e internazionali.
5. Conferma la propria disponibilità a lavorare per mantenere e migliorare la qualitàdell’assistenza infermieristica e sanitaria prestata ai cittadini italiani.
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