INFERMIERI PROFESSIONALI
ASSISTENTI SANITARI
VIGILATRICI D’INFANZIA
Data 3 settembre 2008
Protocollo
Via Garibaldi 77
62100 MACERATA
Tel. 0733 233051
Fax 0733 233051
e-mail segreteria@ipasvimacerata.it
Cod. Fisc.93005390435
Coordinamento Collegi I.P.AS.VI. Regione Marche
Almerino Mezzolani Assessore alla Salute
Carmine Ruta Direttore Servizio Salute
Regione Marche
Oggetto: Coordinamento Collegi IPASVI Regione Marche - comunicazioni
Gent.mo Assessore e gent.mo Direttore,
nell’ambito della collaborazione che un Ordine Professionale instaura con le Istituzioni (ricordiamo che gli Ordini ed i Collegi sono Organi Ausiliari dello Stato e, di conseguenza, dei governi nazionali e regionali), riteniamo opportuno evidenziare alcuni argomenti riguardanti in funzionamento del Servizio Sanitario Regionale che necessitano di essere affrontati con particolare urgenza:
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la revisione dei criteri per la determinazione delle dotazioni organiche
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gli attuali criteri, peraltro mai ufficializzati, fanno riferimento a studi ed approfondimenti di dieci anni fa e pertanto necessitano di adeguamenti ed aggiustamenti, tenuto conto dell’aumentata domanda dell’utenza, delle aumentate necessità, della aumentata tecnologia, dei nuovi servizi attivati, delle aumentate criticità e complessità assistenziali e degli aumentati bisogni di salute della popolazione;
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Ribadiamo un concetto a noi caro: non vogliamo interferire nelle scelte politiche regionali. Se la Regione vuole noi siamo a disposizione per portare il nostro contributo. Riteniamo però importante ribadire che, sulla base delle scelte regionali (ospedali e servizi aperti), devono essere assicurate le condizioni di sicurezza e la massima garanzia ai paziente ed ai professionisti.
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la necessità di garantire le sostituzioni delle assenze per gravidanza e/o lunga malattia
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le assenze per gravidanza e per lunga malattia sono quantificate in circa 500 unità sull’intero territorio regionale (è importante tenere conto che la popolazione infermieristica è costituita principalmente da operatori di sesso femminile);
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tali assenze incidono pesantemente nell’organizzazione del lavoro, per l’assicurazione delle prestazioni assistenziali e per la garanzia della continuità delle cure;
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le soluzioni si limitano a tre sole possibilità:
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la garanzia di dette sostituzioni
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l’adeguamento delle prestazioni assistenziali alle risorse disponibili (posti letto flessibili, sulla base delle risorse realmente presenti)
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riduzione dello standard assistenziale (definendo chiaramente a chi compete comunicare tale decisione agli utenti)
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i problemi e le priorità riguardanti la formazione ed i rapporti con l’Università
Prendiamo atto – con soddisfazione – della continuità del decentramento della formazione infermieristica. Parallelamente evidenziamo alcuni aspetti che meritano di essere rivisti:
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abbiamo decentrato la formazione infermieristica ma il numero complessivo è rimasto invariato (è necessario chiedere all’Università di aumentare i posti del CL in Infermieristica, almeno nella sede di Ancona – l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona ha - da sola - un turnover di 160 infermieri l’anno);
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è necessario dotare il sistema formativo delle risorse necessarie (Tutori rapporto 1/20);
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è importante prevedere professori disciplinari a tempo pieno (ricercatori, associati, ordinari SSD MED 45), a garanzia di un percorso curricolare adeguato per le conoscenze e le competenze richieste al futuro professionista. Evidenziamo con forza che il professionista Infermiere che oggi esce dal percorso formativo è troppo diverso (che non vuol dire peggiore) rispetto al passato, e comunque non in linea con le necessità del sistema;
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è necessario sviluppare i Master di I livello in ambiti e aree assistenziali specialistiche (area critica, area pediatrica, area psichiatrica, area geriatrica, etc.), con una programmazione a lunga scadenza, anche in una logica di decentramento – ove possibile, al fine di garantire in tutti i settori ad alta criticità e/o complessità, i migliori livelli di conoscenze e competenze possibili. Sarebbe auspicabile anche un coinvolgimento sindacale per prevedere in detti settori specifici riconoscimenti “di fascia”.
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Non necessita attivare ulteriori Master per Coordinatori (il corso al momento in essere, con 250 iscritti, genererà circa 230 professionisti con possibili alti livelli di frustrazione conseguenti alla difficoltà/impossibilità da parte degli stessi a trovare una occupazione).
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Applicazione Art. 8 legge 13/2003
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Sono passati 5 anni dalla pubblicazione della legge;
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Sono passati 2 anni dalla ripresa della discussione sull’argomento in questione;
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È passato un anno dalla assicurazione che entro un paio di mesi tutto si sarebbe concluso.
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Riteniamo importante ribadire alcuni concetti fondamentali, in particolare:
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Non è una questione “di lobby” ma una necessità di funzionamento del sistema;
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È l’applicazione di una norma nazionale (siamo partiti tra i primi in Italia, chiudiamo per ultimi);
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Riteniamo corretto, ragionevole e logico che il progetto preveda pari dignità per tutte le professioni interessate, nel rispetto delle specificità e delle complessità, nonché della numerosità e della storia che caratterizza le professioni afferenti alle singole aree di cui alla L. 251/2000;
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Le indicazioni contenute nella L. 133/200 possono essere una occasione per definire precise regole applicative (in tempi possibilmente brevi) per i diversi livelli dell’articolazione organizzativa (Direttore di Dipartimento, Dirigente di Servizio/Area, Coordinatore di Dipartimento, Coordinatore di Unità Operativa, Linea di Produzione), ed i relativi livelli di interazione, collaborazione ed integrazione, nonché i livelli di responsabilità e inter-responsabilità tra le diverse componenti professionali coinvolte nei percorsi e nei processi clinico-assistenziali.
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Il coinvolgimento professionale a livello di “Servizio Salute”
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Abbiamo evidenziato l’assenza degli infermieri nelle “cabine di regia” (la nostra professione è l’unica trasversale a tutto il sistema sanitario, in tutti gli ambiti e in tutti i contesti);
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Ci sono state date rassicurazioni circa l’inserimento nei gruppi di lavoro (nella realtà c’è stato un coinvolgimento minimale, comunque non nella fase progettuale);
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Chiediamo un coinvolgimento attivo, con un preciso riconoscimento professionale, nei modi che il Servizio Salute riterrà più idonei (il percorso seguito per la nomina del Direttore del Centro Regionale di Riferimento per la Medicina Generale e le Cure Primarie – DGR 1237/2007 – può essere presa ad esempio).
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La sperimentazione di nuovi modelli assistenziali
Ci piacerebbe che anche la nostra regione iniziasse sperimentazioni gestionali ed assistenziali che in altre realtà sono state già in essere, con importanti risultati, in particolare:
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l’esperienza toscana del “see and treat” del Pronto Soccorso;
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la distribuzione dei reparti per “complessità assistenziale”, con responsabilità diretta alla dirigenza infermieristica, e reparti per “complessità clinica”, con responsabilità alla dirigenza medica;
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la responsabilità diretta (di struttura) di RSA ed Hospice, dove non c’è complessità clinica ma solo complessità e criticità assistenziale;
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l’utilizzo di Infermieri in possesso della Laurea Specialistica (II livello) per le funzioni di Coordinamento in contesti ad elevata complessità organizzativa e clinico-assistenziale.
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Lo sviluppo della formazione dell’Operatore Socio Sanitario e l’inserimento dello stesso nelle èquipe assistenziali
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l’esperienza con i Centri per l’impiego non è stata entusiasmante e l’attuale percorso con i privati genera forte preoccupazione;
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l’esperienza della Regione Lazio è positiva (formazione nelle sedi di formazione infermieristica, ovviamente con le regole del settore specifico;
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valutare l’opportunità di attivare la formazione complementare (terapia), con conseguenti vantaggi per tutto il sistema, in particolare per il III settore)
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inserimento programmato di detta figura in tutte le èquipe assistenziali, tenuto conto della complessità assistenziale e della gravità di patologia presenti in ogni singola U.O..
Con la speranza di avere risposte concrete in tempi ragionevolmente brevi, nell’ottica di collaborazione e di “servizio” che da sempre caratterizza il nostro Ordine Professionali, confermiamo la nostra disponibilità alle eventuali forme di collaborazione richieste e, con l’occasione, inviamo cordiali saluti.
Collegio IPASVI Collegio IPASVI Collegio IPASVI Collegio IPASVI
Prov. Pesaro Prov. Ancona Prov. Macerata Prov. Ascoli
Dott. Luciano Eusebi Dott. Marcello Bozzi Dott. Paolo Marinelli Dott.ssa Parizia Ciccanti
Rif. Collegio IP.AS.VI. – Via Garibaldi 77 62100 Macerata Tel 0733/233051 Fax 0733/269863 e-mail uff. segreteria@ipasvimacerata.it