|
|
| Ti trovi in: Home
|
|
|
|
Ritorna
|
approvata la modifica alla LR 13
|
|
|
|
Approvata la proposta diLegge 122 - cambia nuovamente l'assetto della sanità marchigiana. Con la modifica della LR 13 spariscono le Zone Territoriali e nascono le 5 Aree Vaste provinciali. Ma il nuovo assetto non tiene in nessun conto le esigenze dell'organizzazione assistenziale. Leggi il comunicato del Coordinamento Regionale IPASVI Marche sul Corriere Adriatico del 28/7/2011.
|
|
(dal Corriere Adriatico) Cinque Aree vaste e via le 13 Zone L’Aula approva la legge di riordino, risparmi per tre milioni di euro. L’opposizione: “Troppa fretta” Cinque Aree vaste senza personalità giuridica, soppressione delle 13 Zone territoriali e riduzione dei distretti a 13. L’assemblea legislativa ha dato il via libera alla proposta di legge n.° 122 sul riordino del servizio sanitario. A favore i partiti di maggioranza, contro l’opposizione di centrodestra (Pdl, Lega, Fli, Marangoni), astenuto il consigliere Binci di Sel. Con il nuovo atto si potranno risparmiare 3 milioni di euro, “le altre scelte - ha sottolineato il relatore di maggioranza Francesco Comi - verranno con il piano sanitario che sarà esaminato a settembre”. Immutato l’impianto della centralità dell’Asur, ma le 5 Aree vaste diventano “entità di riferimento per gestione e integrazione dei servizi e per il governo del sistema”. Le Aree vaste vengono definite con precisione nel testo della legge, Comune per Comune. In ogni Area va individuata una sede per accorpare le funzioni amministrative, il che “non significa che ci sarà un presidio ospedaliero unico o che gli sportelli front office saranno eliminati”, ha spiegato Comi. Dagli attuali tredici direttori delle Zone (ex Asl) si passerà a soli cinque, individuati dalla giunta regionale su proposta del direttore dell’Asur. Anche dalle 13 sedi amministrative si scenderà a cinque. Ridotto pure il numero dei distretti e, successivamente, degli ambiti che passeranno dagli attuali 23 a 13. Con questa legge, ha sottolineato l’assessore Mezzolani, “ci stiamo preparando a quello che verrà, riqualificando i servizi e alleggerendo la parte burocratica”. Nessuna forzatura o fretta sospetta, come ha lamentato l’opposizione: “c'era un ordine del giorno, facciamo solo ciò che ci eravamo prefissi”. Ed è inutile “aspettare il punto di caduta sul federalismo”. Bisogna invece mettere dei “punti fermi in un quadro di generale precarietà e difficoltà economica”. Con la manovra “è concreto il rischio dello scivolamento verso il privato”. E a chi invocava interventi sull'Asur, Mezzolani ha replicato che “la frammentazione dei centri decisionali ci ha portato sull'orlo dell’abisso per i conti della sanità. Nel 2005 il sistema perdeva soldi. Con l’Asur ci siamo salvati. Non bisogna mettere a rischio il lavoro svolto”. Certo, la legge arriva in Aula in tempi record (“fretta sospetta” ha denunciato D’Anna, relatore di minoranza) e senza un consiglio ad hoc, con “dubbi e perplessità anche in maggioranza - ha rilevato D’Anna - che parla di legge-mostro”. Nulla, poi, garantisce “la partecipazione dei sindaci alle sedi delle Aree”. Si potevano fare tante cose, sottolinea anche il portavoce del centrodestra Marinelli “coinvolgere i medici di famiglia, ad esempio”. Senza contare che è poi rimasta sospesa l’ipotesi della sesta Area vasta per la montagna (con Amandola sul piede di guerra) anche se a difesa della proposta si è schierato l’assessore alle Infrastrutture Viventi con Moreno Pieroni (Psi) che ha presentato vari emendamenti a beneficio delle zone interne. “Avrei preferito - dice Viventi - un’organizzazione su aree omogenee e funzionali piuttosto che su modelli burocratico-amministrativi”. Critico anche Enzo Marangoni (Popolo e territorio-Libertà e Autonomia), perchè la legge “prevede un forte accentramento della gestione e quindi un allontanamento dal territorio e dalla gente”. E’ l’assessore alle attività produttive Sara Giannini a riportare la barra al centro. “Dal dibattito - ha detto - non emerge quanto sta accadendo: in tre anni la sanità delle Marche avrà 200 milioni di euro di trasferimenti in meno e con il blocco del turn over 750 dipendenti in meno. In questo scenario rimane fermo il nostro obiettivo, che è di mantenere una sanità pubblica con parità di accesso per tutti”. E ha replicato a Massi (che aveva accusato la sinistra di “occupazione” della sanità): “se il problema del Pdl è di mettere un proprio commercialista tra i revisori dei conti, parliamone. Ma i problemi della sanità sono altri”. Dei ticket si parlerà oggi a Roma, quando la conferenza delle Regioni prenderà in esame proposte alternative al balzello. mercoledì, 27 luglio 2011 Pia Bacchielli,
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|