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Conferenza del Coordinamento regionale Collegi IPASVI Marche
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estratto da "Il Resto del Carlino" - ANCONA di ALESSANDRA PASCUCCI Mancano infermieri, ci sentiamo umiliati . Il coordinamento dei collegi Ipasvi lamenta un deficit cronico. Ecco tutti i dati RISPETTO ai 9mila infermieri iscritti all'ordine professionale regionale, c'è un deficit cronico di circa 2mila unità nelle Marche, quantificazione che tiene conto delle strutture pubbliche e private che poggiano sui servizi infermieristici in diversi ambiti. A queste si aggiungono 725 unità che sarebbero necessarie, nel solo settore pubblico marchigiano, per sostituire gli infermieri temporaneamente assenti per motivi di malattia, per gravidanze o per assistenza ai familiari in base alla nuova legge 104. E' il quadro presentato ieri dal Coordinamento dei collegi IPASVI delle Marche, rappresentato da Patrizia Ciccanti (presidente Ipavsi delle province di Ascoli Piceno e Fermo), affiancata da Marcello Bozzi (presidente per Ancona), Laura Biagiotti (Pesaro e Urbino) e Sandro Scipioni (Macerata).
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La carenza di personale, hanno spiegato i rappresentanti dell'ordine, sta togliendo dignità alla professione infermieristica, che in base al codice deontologico dovrebbe instaurare un rapporto con il paziente ed ascoltarne le esigenze, «ma non possiamo adempiere al nostro compito - ha spiegato Ciccanti - se i tempi e le attività sono contingentate a causa dell'insufficiente numero di personale». La soluzione, secondo i rappresentanti degli infermieri marchigiani, «va trovata con le istituzioni, che devono ascoltare anche la nostra voce. Invece la forte gerarchia del settore sanitario fa sì che vengano ascoltate solo poche figure. Gli infermieri non si sentono trattati dignitosamente dalle istituzioni, invece hanno esperienza e responsabilità in diversi ambiti e devono contribuire all'organizzazione del lavoro». L'IPAVSI delle Marche sta sviluppando un progetto assistenziale da presentare alla cittadinanza e alle istituzioni, ma chiede che venga creato, come tavolo permanente, il Dipartimento Professioni Sanitarie, organo previsto da una legge regionale del 2003 ma mai attuato. Durante l'incontro di ieri, l'Ipavsi ha presentato un esame dettagliato delle carenze di organico per mancata sostituzione in tutte le strutture pubbliche delle diverse province. Ad Ancona, ad esempio, occorrerebbero 288 supplenti solo nelle strutture della Zona territoriale 4, 353 nella Zona 5 (su 372 assenze sono stati previsti solo 19 sostituti), 132 nella zona 6 e 207 nella Zona 7 (213 assenze e solo 6 sostituzioni), cui si aggiunge il deficit di 1.010 infermieri agli Ospedali Riuniti e di 127 all'Inrca.
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