Ma i posti disponibili per l’anno accademico 2009/10 (Dm 6 luglio e 4 agosto 2009) sono solo 14.944, un numero inferiore al ricambio del 6 % stimato utile dalle Regioni e dalla Federazione Ipasvi per fronteggiare il fabbisogno di salute dei cittadini (oltre 340mila iscritti all’Albo a inizio 2009 e, quindi, oltre 21mila professionisti occorrenti per colmare il turn over e non ridurre gli attuali servizi).
Ci eravamo occupati, nel numero 25 di questa Newsletter, della noncuranza dei decreti ministeriali ad affrontare il rapporto domanda/offerta.
Un esempio su tutti: l’Università di Bari ha visto ridurre la sua disponibilità del 30% a fronte di un aumento del 46,5% delle domande; al contrario, l’Università di Padova ha visto i posti passare da 545 agli attuali 648, a fronte di 358 immatricolazioni effettive per il 2008/09.
Anche nella logica di una giusta razionalizzazione delle Università, sarebbe proprio il rapporto con il mercato del lavoro, sul quale gli infermieri sono ricercati, a indurre all’opportunità di aumentare i posti per la loro formazione.