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Thursday, September 09, 2010
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Biglietti ... di Luca Angeletti

Nota: questo è il lavoro originale del collega Luca Angeletti. Via mail stanno girando copie (modificate) non autorizzate dall'autore. Vi preghiamo pertanto di distruggerle e di non diffonderle.

Biglietti  di Luca Angeletti (infermiere presso rianimazione Clinica Ospedali Riuniti Ancona)

Biglietti da pescare come ad una sagra di paese.
Da noi si arriva per il cambio turno e si trovano sulla console centrale dei biglietti fatti su carta da riciclare con i numeri dei posto letto da gestire. Un biglietto per ogni infermiere con su scritti un paio di numeri, numeri dei pazienti da seguire durante il turno o un posto letto da riempire di lì a poco.
Si inizia così in una delle rianimazioni più tecnologiche d’Italia, con dei numeri su biglietti.

Biglietti da pescare…per noi, per i pazienti invece sono biglietti per l’inferno, biglietti per il paradiso, biglietti per un altro reparto ed in alcuni casi di andata e ritorno... anche in giornata. Biglietti si, ma anche abbonamenti, pochi per fortuna: Lo scavezzacollo che grazie alla passione per velocità, alcool e droghe leggere torna a trovarci con un nuovo incidente, un nuovo ricovero. Biglietti per l’inferno, biglietti per il paradiso intanto tutti fermi qui in purgatorio una sorta di carcerazione preventiva in attesa di giudizio. Sembra brutto affidare al caso quale paziente assistere? A noi sembra normale, a me sembra stupido. Evvai! biglietti e tutti in carrozza! E’ un’usanza stupida, eredità di un periodo in cui, senza i biglietti, dei infermieri furbacchioni si sceglievano i pazienti meno impegnativi da assistere e, non penso sia un caso, mai quelli svegli. Un inizio ludico della giornata lavorativa, qualche collega fa scegliere un altro, qualcuno li lancia in aria e sceglie quello che gli cade più vicino, qualcuno arriva 20 minuti prima al cambio turno e li apre tutti e la scelta raramente cade su un paziente sveglio. Gli infermieri non amano i pi svegli. Noi li preferiamo in coma o sedati, ma per carità non in morte cerebrale. Un paziente sveglio magari che deve essere imboccato per 2 pasti a turno e di notte non dorme, nella peggiore delle ipotesi è un cranico agitato che si strappa tutto, mal contenuto che va in diarrea ed ha un’infezione virale di quelle che se ti pungi con un ago ti rovini la vita. Preferiremmo trovare un paziente perfetto: Com’è un paz perfetto? Adesso ve lo dico: Immobile, semiseduto con busto a 30-45° arti superiori in scarico, inferiori semiflessi con caviglia a 90 ° non chirurgico, emodinamica stabile, monitoraggio minimo, parametri perfetti, vena centrale, nessuna diagnostica da eseguire, nessun sanguinamento né scialorrea ed alvo rigorosamente chiuso. Sono 16 anni che lavoro in rianimazione, volevo starci 10 aa. Perchè 10? Perché suonava bene : <> <<10anni in rianimazione!>> E giù sguardi di ammirazione..adesso che dico 16, passo un po’ da scemo ed in parte mi ci sento..anche perché negli ultimi 8 ho solo disimparato. Ero Luca l’infermiere quello alto con i capelli lunghi (più che altro con i capelli) quello bravo, adesso sono quello alto pelato coi baffi che è tanto che sta lì. <> <